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Whatsapp gratis? Ma davvero?

WhatsApp logo-color-verticalÈ la notizia del momento: Whatsapp ora è gratis! Le tante catene di Sant’Antonio ora hanno finalmente ragione. Sant’Antonio stesso sta facendo festa da giorni interi per il successo. Subito si è scatenata la rete tra ragioni ufficiali e ufficiose. Proviamo a fare un po’ di chiarezza?

La Versione ufficiale

Nonostante alcune false partenze (Prima a vita, poi no, poi sì) la cosa è ora definitiva. Poco dopo il rollout sono state presentate le motivazioni del team. Hanno deciso di levare quell’euro di costo annuale, pressocchè irrisorio per noi occidentali, perchè ci sono paesi dove quell’euro è un costo importante. Inoltre ci sono ancora tante persone che non hanno una carta di credito. E farla per un euro all’anno ha poco senso. L’infrastruttura ovviamente costa. Da dove tireranno fuori i dindini? A quanto pare vendendo l’utilizzo della struttura a aziende terze, che la potranno integrare nel customer service. No, niente pubblicità!

Avranno ragione?

In effetti il discorso fila. La recente acquisizione da parte di Facebook fa sì che Whatsapp abbia le spalle abbastanza coperte economicamente. D’altronde l’estensione per il customer service è un qualcosa di decisamente appetibile per le aziende. Già ora molte radio e trasmissioni tv utilizzano Whatsapp per la messaggistica. Il numero di utenti fa sì che si possa creare in modo semplice un customer service globale, ad un prezzo teoricamente concorrenziale.

Ma?

Sì è vero, c’è sempre un “ma”. Innanzitutto il suo nuovo proprietario: Facebook. Ha già fatto parecchio discutere l’apparizione nella beta di un’opzione obscura: la possibilità di condividere i dati con Facebook. In un mondo in cui i dati digitali delle persone, anonimi o meno, sono soldi, cosa che è vera anche per Facebook, il fatto che i dati siano in comune con Faccialibro fa pensare. Pare che per ora non sia il businness model di Whatsapp, ma per il futuro non è dato sapere.
Un’altro “ma” è la costante crescita di altri servizi di messaggistica online, Telegram in primis. Le app gratuite sono ormai molte, spesso anche migliori. Ad ogni down di Whatsapp c’è un’impennata di iscrizioni ad altre applicazioni. Basta stare un po’ sui social per notare quanta gente passa ad alternative, sempre nuove e sempre in miglioramento. La concorrenza incalza, ed è gratuita.

Che si sia trattato di una mossa solidale, di una necessità commerciale o semplicemente una furbizia di marketing si vedrà nel tempo. L’unica cosa certa è che ad oggni molte catene di Sant’Antonio stanno festeggiando. No, non riceverete la ricarica di 20 €.

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